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Latte scaduto e ribollito: solo un’altra bufala del web

25 gennaio 2012

In questi giorni sta circolando nel web la notizia riguardante la possibilità di rintrodurre sul mercato il latte scaduto dopo un processo di ribollizione o ripastorizzazione.

Questo messaggio sta circolando sia tramite email che tramite social network (per la maggior parte Facebook) con il seguente testo:

“Lo sapevate che:
Il latte ha una scadenza.
Il latte scaduto non venduto viene mandato di nuovo al produttore che PER LEGGE può effettuare di nuovo il processo di pastorizzazione a 190 gradi e rimetterlo sul mercato. Questo processo PER LEGGE può essere effettuato fino a 5 VOLTE.
Il produttore è obbligato a indicare quante volte è stato effettuato il processo, e in effetti lo indica, ma a modo tutto suo, nel senso che chi si è mai accorto che il latte che sta bevendo è scaduto e ribollito chissà quante volte?Il segreto è guardare sotto il tetrabrick e osservare i numerini
Ci sono dei numeri 12345. Il numero che manca indica quante volte è scaduto e poi ribollito il latte.
ES: 12 45 manca il “tre”: scaduto e ribollito 3 volte.
Ma non finisce qui, perché in un a scatol a da 12 buste ci saranno alcune buste dove manca il numero e altre dove ci saranno tutti i numeri. Attenzione tutto lo scatolone avrà ricevuto questo trattamento. In questo modo le aziende si arricchiscono, riciclando di fatto il latte scaduto, e chi ne paga le conseguenze siamo noi che di fatto beviamo acqua sporca”

oppure nella variante:

Il latte in cartone, quando non è venduto dopo un determinato termine di tempo è rispedito in fabbrica per essere pasteurizzato un’altra volta…Questo processo può ripetersi fino a 5 volte, cosa che conferisce al latte un sapore diverso da quello iniziale, aumentando la possibilità di cagliare e riduce significativamente la sua qualità, nonché anche il valore nutritivo diminuisce… 

Quando il latte ritorna sul mercato, il piccolo numero che vedete dentro il cerchietto nel file allegato viene modificato.
Questo numero varia da 1 a 5.
Sarebbe conveniente comprare il latte quando il numero non supera il “3″. Numeri superiori comportano una diminuzione nella qualità del latte. Questo piccolo numero si trova nella parte inferiore del cartone; se compri una scatola chiusa, è sufficiente controllare uno dei cartoni, tutti gli altri avranno lo stesso numero.
Ad esempio: se un cartone ha il numero 1, vuol dire che è appena uscito dalla fabbrica; ma se ha il numero 4, significa che è già stato pasteurizzato fino a 4 volte ed è stato rimesso sul mercato per essere venduto…”

Ovviamente la notizia genera sgomento per tutti quanti la ricevono, tuttavia è un falso. Esatto, si tratta dell’ennesima bufala che gira sul web!

Il latte non viene riciclato nè viene rimesso in vendita dopo un processo di ribollizione. E’ vero che sotto il cartone del latte vi sono dei numeri stampati, tuttavia questi non indicano il numero di riciclaggi, ma hanno un significato differente. A spiegarne il significato è la stessa Tetrapack: indicano il numero della posizione della bobina madre dalla quale vengono ricavati i rotoli per il confezionamento dei cartoni per alimenti e hanno lo scopo di garantire la tracciabilità del prodotto.

Dato l’impatto che questa falsa-notizia ha generato, il Corriere e la Codacons un’associazione per la difesa dei diritti dei consumatori e dell’ambiente – Wiki) hanno approfondito l’argomento interpellando anche esperti.

In particolare la Codacons (piemonte) afferma che “la pastorizzazione del latte scaduto è un atto illecito e nessun produttore di  latte è autorizzato a tale pratica” (Codacons Piemonte)

Anche Paolo Attivissimo, famoso cacciatore di bufale, a fine 2010 ha riportato questa notizia come falsa fornendo sul noto blog di WIRED.

Buona diffusione!

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