La luce che è in noi e la sua forza, un esempio in Krishnammal
11 ottobre 2007Due giorni fa, 9 ottobre 2007, una delle più grandi seguaci del gandhismo, è venuta a trovarci a scuola, per tenere una conferenza sulla pace nel mondo, sulle attuali condizioni dell’India e sulle ragioni e i motivi del suo tanto impegno in ambito sociale.
Lei si chiama Krishnammal Jagannathan e da tantissimo tempo si occupa del riscatto dei dalit, gli intoccabili, alla liberazione delle donne, alla dignità dei senzaterra, all’educazione dei bambini e alla difesa della natura. Ha fondato il La.F.Ti. (Land for the Freedom of the Tillers = Terra per la liberazione dei braccianti), associazione, grazie alla quale è riuscita a distribuire acri di terra a tantissime famiglie di braccianti.
In India acquistare un pezzo di terra significa essere registrati e divenire quindi liberi.
La sua figura mi ha fatto riflettere parecchio, in quanto sposa in pieno l’ideologia gandhiana della non violenza. Ha saputo trasmetterci, anche tramite parole inglesi, l’emozione, il sentimento e la convinzione delle sue azioni. Tutto quanto lei fa, è grazie alla profonda forza che le deriva da una luce interiore, luce proveniente da Dio.
Durante la sua conferenza poco era percepibile la differenza di religione (lei è infatti induista), in quanto principi che la animavano sono sani e buoni a prenscindere dalla religione che si professa. Ha mostrato conoscenza della religione cristiana, facendo riferimenti a San Francesco e la sua vocazione per l’aiuto dei poveri e a Cristo, che morto per noi, ci ha salvati dal peccato.
Il suo impegno è costante ed intensivo da oltre 50 anni. Sebbene una signora segnata dall’età, non le manca la forza di donarsi agli altri e di fare del bene sopra ogni cosa.
Il suo modo di agire è pienamente conforme alle ideologie gandhiste, molto spesso si è trovata a dover affrontare situazioni difficili (minacce, pressione, …) ma non ha mai smarrito di vista la vera fede e la vera luce che la guida, dice: “Molto spesso mi è capitato che mi siano stati puntati contro coltelli, armi, fuoco… quando è successo.. io rimanevo ferma.. e pregavo, cercavo di vedere la luce e mi affidavo completamente a questa. Capivo quindi che se avessi reagito avrei sviluppato anch io la parte negativa, e la luce non è parte negativa.”
Tutti i beni della terra sono dati per il comune benessere. Non devono essere sfruttati solo da una parte. Dobbiamo avere la forza e il coraggio di saper fare di più. Per noi basta poco.. una piccola rinuncia, un piccolo gesto, per loro è veramente tantissimo.
Ottima iniziativa per la classe o per la scuola sarebbe quella di intraprendere un adozione a distanza per venire incontro alle esigenze e migliorare anche la loro condizione.
Un incontro pieno, sicuramente interessante, che, ne sono certo, non ha lasciato indifferente nessuno.
KRISHNAMMAL JAGANNATHAN
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