Matteo Matteo Matteo

Latte scaduto e ribollito: solo un’altra bufala del web

In questi giorni sta circolando nel web la notizia riguardante la possibilità di rintrodurre sul mercato il latte scaduto dopo un processo di ribollizione o ripastorizzazione.

Questo messaggio sta circolando sia tramite email che tramite social network (per la maggior parte Facebook) con il seguente testo:

“Lo sapevate che:
Il latte ha una scadenza.
Il latte scaduto non venduto viene mandato di nuovo al produttore che PER LEGGE può effettuare di nuovo il processo di pastorizzazione a 190 gradi e rimetterlo sul mercato. Questo processo PER LEGGE può essere effettuato fino a 5 VOLTE.
Il produttore è obbligato a indicare quante volte è stato effettuato il processo, e in effetti lo indica, ma a modo tutto suo, nel senso che chi si è mai accorto che il latte che sta bevendo è scaduto e ribollito chissà quante volte?Il segreto è guardare sotto il tetrabrick e osservare i numerini
Ci sono dei numeri 12345. Il numero che manca indica quante volte è scaduto e poi ribollito il latte.
ES: 12 45 manca il “tre”: scaduto e ribollito 3 volte.
Ma non finisce qui, perché in un a scatol a da 12 buste ci saranno alcune buste dove manca il numero e altre dove ci saranno tutti i numeri. Attenzione tutto lo scatolone avrà ricevuto questo trattamento. In questo modo le aziende si arricchiscono, riciclando di fatto il latte scaduto, e chi ne paga le conseguenze siamo noi che di fatto beviamo acqua sporca”

oppure nella variante:

Il latte in cartone, quando non è venduto dopo un determinato termine di tempo è rispedito in fabbrica per essere pasteurizzato un’altra volta…Questo processo può ripetersi fino a 5 volte, cosa che conferisce al latte un sapore diverso da quello iniziale, aumentando la possibilità di cagliare e riduce significativamente la sua qualità, nonché anche il valore nutritivo diminuisce… 

Quando il latte ritorna sul mercato, il piccolo numero che vedete dentro il cerchietto nel file allegato viene modificato.
Questo numero varia da 1 a 5.
Sarebbe conveniente comprare il latte quando il numero non supera il “3″. Numeri superiori comportano una diminuzione nella qualità del latte. Questo piccolo numero si trova nella parte inferiore del cartone; se compri una scatola chiusa, è sufficiente controllare uno dei cartoni, tutti gli altri avranno lo stesso numero.
Ad esempio: se un cartone ha il numero 1, vuol dire che è appena uscito dalla fabbrica; ma se ha il numero 4, significa che è già stato pasteurizzato fino a 4 volte ed è stato rimesso sul mercato per essere venduto…”

Ovviamente la notizia genera sgomento per tutti quanti la ricevono, tuttavia è un falso. Esatto, si tratta dell’ennesima bufala che gira sul web!

Il latte non viene riciclato nè viene rimesso in vendita dopo un processo di ribollizione. E’ vero che sotto il cartone del latte vi sono dei numeri stampati, tuttavia questi non indicano il numero di riciclaggi, ma hanno un significato differente. A spiegarne il significato è la stessa Tetrapack: indicano il numero della posizione della bobina madre dalla quale vengono ricavati i rotoli per il confezionamento dei cartoni per alimenti e hanno lo scopo di garantire la tracciabilità del prodotto.

Dato l’impatto che questa falsa-notizia ha generato, il Corriere e la Codacons un’associazione per la difesa dei diritti dei consumatori e dell’ambiente – Wiki) hanno approfondito l’argomento interpellando anche esperti.

In particolare la Codacons (piemonte) afferma che “la pastorizzazione del latte scaduto è un atto illecito e nessun produttore di  latte è autorizzato a tale pratica” (Codacons Piemonte)

Anche Paolo Attivissimo, famoso cacciatore di bufale, a fine 2010 ha riportato questa notizia come falsa fornendo sul noto blog di WIRED.

Buona diffusione!


SEO: Google aggiorna algoritmo di classificazione nella SERP

Ieri Google ha comunicato ufficialmente di aver aggiornato l’algoritmo che elabora le informazioni ricercate dagli utenti ed estrapola i siti web che maggiormente corrispondono ai criteri di ricerca.

Il miglioramento dell’algoritmo mira a visualizzare (e quindi premiare) i siti internet che offrono contenuti di qualità.

L’algoritmo considera, nel confronto tra websites, i feedback di ricerca provenienti dagli utenti stessi, premiando, quindi, i siti web con maggiore popolarità e feedback positivi.
Questo cambiamento è stato introdotto dopo aver notato un effettivo miglioramento dei risultati presentati nelle SERP ( = Search Engine Results Page ) sia per gli utenti, che cercano le informazioni nel web, sia per i webmasters, che ottengono maggiore traffico in ingresso per i propri siti web.

Attualmente questa modifica è disponibile per Google.com (versione inglese), che ha aggiunto nuovi segnali per la segnalazione dei feedback degli utenti.

Secondo Google: “Based on our testing, we’ve found the algorithm is very accurate at detecting site quality. If you believe your site is high-quality and has been impacted by this change, we encourage you to evaluate the different aspects of your site extensively.”

Questo forzerà i siti web ad essere ancor più attenti al “contenuto piuttosto che alla forma”. Ancora una volta Google si svincola dai vecchi sistemi di indicizzazione dei siti web che tenevano maggiormente conto della presenza di alcuni tag (ricordiamo i tag meta: keywords e description), per approfondire ancor più quale è la qualità reale dei contenuti propinati attraverso un sito web.
Considerando di base, un sito web corretto, quindi che rispetta i normali criteri di ottimizzazione SEO, la vera differenza sarà realizzata dalla redazione dei contenuti.

Ancora non è noto quando questo algoritmo sarà integrato nelle ricerche nelle altre lingue.


Quit Facebook Day, Openbook: privacy violata su Facebook

La privacy nel web è un argomento che fa sempre molto discutere.

Nella vita di tutti giorni, navigando in internet, rilasciamo molte informazioni “personali” anche a nostra insaputa. La navigazione nel web si basa su indirizzi IP di tipo dinamico, pertanto ogni utente del web per un dato arco di tempo è contraddistinto da un IP che permette di tracciare i suoi spostamenti, ma non solo. E’ possibile risalire a molte informazioni semplicemente analizzando il proprio indirizzo ip. Se volete fare una prova potete ricavare il vostro indirizzo IP da WhatIsMyIP e tracciarlo tramite un IP Tracer

Ciò non basta. Entrando su un sito web si rilasciano moltissime informazione che, generalmente, vengono raccolte per ricavarne dati statistici: risoluzione del monitor, sistema operativo, browser, lingua, nazionalità, tempi di navigazione, provenienza, etc..

Il fenomeno Facebook che è esploso negli ultimi due anni, ha, sin dai primi giorni, fatto parlare per i criteri di privacy molto particolari e, a volte, poco rispettosi.

A discutere sono proprio gli americani, che hanno messo su un movimento di massa per boicottare Facebook e i suoi criteri di privacy poco chiari e di difficile gestione.

Loro ritengono che:”Facebook non fa un buon lavoro per fornire come gestire i propri dati, non ci sono scelte chiare, è piuttosto difficoltoso capire e gestire i livelli di privacy. Non pensiamo neanche Facebook abbiamo molto rispetto per i vostri dati, specialmente nel contesto del prossimo futuro.”

Il movimento si chiama Quit Facebook Day che ha fissato per il 31 Maggio la data di “uscita collettiva”. Sono quasi in 15.000 ad aver aderito a questo movimento.

Nel frattempo, potete verificare i vostri livelli di privacy, lanciando query sui contenuti pubblici al resto del web per capire quanto siano in chiaro le vostre informazioni personali. Per farlo c’è Openbook che lancia query sugli status personali (ma si potrebbe fare anche molto altro?).

Da Openbook arrivano anche delle proposte per migliorare la gestione dei livelli di privacy sul grande social network.

Inoltre, vi è anche un altro grosso sito che negli ultimi mesi ha preso piede. Parlo di 123people. Questo è un motore di ricerca in tempo reale che permette di ricavare informazioni sugli utenti del web lanciando query di ricerca sui vari social networks, Google Immagini, e non solo.

L’unico modo per godere di massima privacy nel web è non utilizzare il web.


1 Aprile: Google si Rinnova!

Strano giorno per decretare il rinnovo di Google!

Il motore di ricerca più diffuso nel web oggi, 1 Aprile, ha rinnovato la sua grafica e le sue funzionalità! In passato piccoli preannunci e piccole cambiamenti dello stesso ci hanno sempre più avvicinato alla nuova versione, giunta definitivamente oggi.

Allego un po di immagini del nuovo Google!

New GoogleNew Google

Notevolmente migliorata è la pagina dei risultati di Google che permette di filtrare le notizie in base ai canali di indicizzazione (Web, Blog, Notizie, Immagini, … ) e alla data di caricamento/rilevamento da parte di G.

New Google

Raggi cosmici, importante scoperta grazie alla galassia M82

Svelato il mistero dei raggi cosmici
Come nascono e come accelerano nel cosmo grazie agli studi sul cuore della galassia M82
La galassia M82
MILANO – Nel cosmo scorrono fiumi talvolta impetuosi di raggi cosmici formati da nuclei atomici e protoni. Anche se gli astronomi hanno un’idea di come nascano e in che modo siano accelerati, sono ancora a caccia delle prove definitive. Un passo interessante è stato compiuto in questa direzione da un imponente gruppo di ricercatori americani, canadesi e irlandesi distribuiti addirittura in 25 istituzioni riunite nella collaborazione Veritas (Very Energetic Radiation Imaging Telescope Array System). E già questo dato offre la misura della complicazione del problema. Ma il risultato c’è stato ed è stato raccontato sulla rivista Nature.
Il soggetto che lo ha permesso è la galassia molto brillante M82 distante circa 12 milioni di anni luce dalla Terra nella direzione della costellazione dell’Orsa Maggiore. Questa galassia ha già di per sé una storia interessante perché per centinaia di milioni di anni ha interagito gravitazionalmente con le isole stellari del circondario, tra le quali c’è anche la famosa galassia a spirale M81. La continua interazione con i vicini, però, ha deformato la M82 creando nel suo cuore una zona molto attiva dove nascono stelle a profusione. E proprio da qui si è visto che arriva un fiume di raggi cosmici ben più intenso, ben 500 volte più elevato rispetto al flusso medio che si misura nella nostra galassia Via Lattea.

«Dunque – spiega Andrea Cesarini che con Victor Abelardo Acciari e Nicola Galante sono gli unici italiani del gruppo a condividere l’impresa – c’è un legame indiscusso tra la generazione di nuovi astri e i raggi cosmici. Finora si sapeva in generale come questi vengono poi accelerati. Le osservazioni su M82 forniscono una stima indipendente sulla densità dei raggi cosmici che pone nuovi vincoli sui modelli di emissione tra la banda radio e il lontano infrarosso». E questo è molto importante per le conseguenze, perché significa conoscere elementi preziosi per spiegare tanti altri aspetti della fisica cosmica, buchi neri compresi. Per le osservazioni si è utilizzato un gruppo di quattro telescopi ottici di 12 metri situati nel sud dell’Arizona, che hanno lavorato dal gennaio 2008 all’aprile 2009. Da qui si è compiuto un passo avanti importante nella foresta dei misteri che l’universo trattiene.

Riporto un articolo del “Corriere della Sera” che ho ritenuto interessante.

Svelato il mistero dei raggi cosmici: come nascono e come accelerano nel cosmo grazie agli studi sul cuore della galassia M82

MILANO – Nel cosmo scorrono fiumi talvolta impetuosi di raggi cosmici formati da nuclei atomici e protoni. Anche se gli astronomi hanno un’idea di come nascano e in che modo siano accelerati, sono ancora a caccia delle prove definitive. Un passo interessante è stato compiuto in questa direzione da un imponente gruppo di ricercatori americani, canadesi e irlandesi distribuiti addirittura in 25 istituzioni riunite nella collaborazione Veritas (Very Energetic Radiation Imaging Telescope Array System). E già questo dato offre la misura della complicazione del problema. Ma il risultato c’è stato ed è stato raccontato sulla rivista Nature.

Il soggetto che lo ha permesso è la galassia molto brillante M82 distante circa 12 milioni di anni luce dalla Terra nella direzione della costellazione dell’Orsa Maggiore. Questa galassia ha già di per sé una storia interessante perché per centinaia di milioni di anni ha interagito gravitazionalmente con le isole stellari del circondario, tra le quali c’è anche la famosa galassia a spirale M81. La continua interazione con i vicini, però, ha deformato la M82 creando nel suo cuore una zona molto attiva dove nascono stelle a profusione. E proprio da qui si è visto che arriva un fiume di raggi cosmici ben più intenso, ben 500 volte più elevato rispetto al flusso medio che si misura nella nostra galassia Via Lattea.

«Dunque – spiega Andrea Cesarini che con Victor Abelardo Acciari e Nicola Galante sono gli unici italiani del gruppo a condividere l’impresa – c’è un legame indiscusso tra la generazione di nuovi astri e i raggi cosmici. Finora si sapeva in generale come questi vengono poi accelerati. Le osservazioni su M82 forniscono una stima indipendente sulla densità dei raggi cosmici che pone nuovi vincoli sui modelli di emissione tra la banda radio e il lontano infrarosso». E questo è molto importante per le conseguenze, perché significa conoscere elementi preziosi per spiegare tanti altri aspetti della fisica cosmica, buchi neri compresi. Per le osservazioni si è utilizzato un gruppo di quattro telescopi ottici di 12 metri situati nel sud dell’Arizona, che hanno lavorato dal gennaio 2008 all’aprile 2009. Da qui si è compiuto un passo avanti importante nella foresta dei misteri che l’universo trattiene.


the big google is watching you

Google ha migliorato le potenzialità dei propri applicativi web, creando una sorta di “base comune”.

Google permette l’utilizzo di tutti i suoi servizi semplicemente utilizzando un unico identificativo (nome utente e password). Pertanto con stesse credenziali è possibile accedere a servizi quali : Google Analytics, Contatti, Cronologia Web, Gmail, Google Calendar, Google Docs, Google Reader, Google Talk, iGoogle, Google AdSense, Google Sites, YouTube e molto altro ancora!

E’ stato messo a punto in sistema che permette di avere una panoramica della nostra attività su questi applicativi, nonchè di sapere “cosa Google pensa di noi”.

Tutti i dati dovrebbero essere privati, ciò non toglie la possibilità da parte di Google di utilizzarli per poter migliorare gli annunci contestuali da far apparire, ad esempio, sul nostro pannello di controllo posta Google Mail.

Parecchio interessante (ed invadente…) è la cronologia web, automaticamente impostata su attiva, che memorizza tutte le principali query di ricerca che noi lanciamo tramite il motore di ricerca Google.

Il sistema che raccoglie tutti i dati relativo al nostro Google account viene chiamato Dashboard.

Con dashboard viene intesa la bacheca o la tavola di lavoro, sul quale sono presenti tutti gli appunti ed gli strumenti di comune uso.


Penalizzati nella SERP di Google

A conferma di quanto sia importante tenere sott’occhio la gestione e la segnalazione dei link a Google tramite lo strumento delle sitemap, oggi vi comunico che ho appena perso 1 punto di PageRank per un problema dovuto all’aggiornamento delle sitemap, e nello specifico una mancanza di aggiornamento dei link ai miei contenuti segnalati a google.

Di fatto il generatore di Sitemap era fermo a poco più di un mesetto fa.. quindi Google ha declassato il mio sito poichè per piu di un mese non ha ricevuto aggiornamenti.

Questo fa capire bene la dinamica, (tanto ripetuta dagli esperti SEO, ora anche testata sul campo) di quanto sia fondamentale avere un sito sempre aggioranto per quanto riguarda l’aspetto contenutistico.

Altro fattore essenziale è la corretta gestione/segnalazione dei contenuti tramite gli appositi strumenti che Google mette a disposizione.

Il semplice avere un buon/bel sito serve a poco se non correttamente visionato e segnalato sui motori di ricerca.
Vediamo in quanto tempo riusciamo a recuperare il terreno perso!


water on the moon – acqua sulla luna – google logos

Google segnala questa importante scoperta, nonchè meta importante a livello storico!

Water on the moon

Ieri, 13 novembre 2009 la sonda LCROSS che il 9 ottobre ha penetrato la crosta lunare, nel cratere Cabeo, facendo sollevare materiali, tra i quali acqua allo stato solido, permettendo quindi di confermare, ieri, la presenza di ghiaccio sulla Luna.

Google ha deciso di festeggiare e celebrare tale scoperta, con uno logotipo ad effetto, che raffigura il momento dell’impatto della sonda spaziale LCROSS con la superficie della Luna.


OIPA Puglia, nuovo sito web realizzato!

OIPA Puglia

Sebbene con un po di mesi di ritardo rispetto all’ufficializzazione, annuncio che è online un nuovo sito realizzato da me.

Il sito web è stato realizzato per l’OIPA Puglia (Organizzazione Internazionale Protezione Animali, sezione Puglia).

Il sito si basa adotta una veste grafica semplice ed elegante, che cerca di rendere il sito di piacevole scorrimento e lettura.

Il sito web si trova subito a dover essere “portavoce” di un corso organizzato dall’OIPA Lecce, ossia il “1 Corso Guardie Ecozoofile”.

Spero il sito sia di vostro gradimento.. e colgo l’occasione per fare un grosso in bocca al lupo all’intero staff di OIPA Lecce ed OIPA Puglia per questo evento.


Google Logos: Click or Treat, Halloween 2009

Oggi Google celebra il giorno di Halloween con una serie di loghi-evento!

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Come potete notare.. oggi sulla pagina di Google il logo appare “pallido”. Cliccando come di consueto su di esso per avviare la ricerca su “Halloween 2009″, questa non parte immediatamente, ma la pagina viene aggiornata, facendo cambiare il logo, rispondendo alla domanda preferendo darci dei “dolcetti” piuttosto che subire lo scherzetto, come classico succede la notte di Halloween.

Ci sono 3 differenti loghi prima che la ricerca viene avviata. Pubblico di seguito questi della serie “Google: Click or Treat, Halloween 2009″.

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Buona navigazione! : )



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